La presenza dell'uomo in questo appennino è documentata dai reperti
fossili fin dall'età paleolitica.
Di questa presenza restano tracce importanti: l'insediamento di Monte
Bibele
(III sec- a. C.), conferma archeologica della fusione tra celti giunti
dal nord e gli Etruschi. Oggi si possono vedere luoghi storici, dove nel
medioevo esistevano castelli in parte distrutti da guerre feudali e dall'ultimo
conflitto mondiale.
Il nome Pianoro, appare per la prima volta in un documento del 1009 del
marchese Bonifacio di Toscana. Continua ![]()
- 07.09.2011
Da mercoledì 7 al 15 settembre solenne ottavario in onore della Madonna.
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Miele d'acacia della Val di Zena
Tutti gli anni nella seconda settimana di settembre si tiene la festa del Santuario Monte delle Formiche con un denso programma di iniziative.
Per ogni informazione e per il programma dettagliato:
Parrocchia S. Maria di Zena - Pianoro
tel 051 744026 / 0516510012
Il Monte delle Formiche si trova Tra la valle dell'Idice e la Val di Zena, a circa 30 km a sud di Bologna .
Questo nome deriva da
un fenomeno naturale molto particolare che qui si verifica: ogni anno,
dai tempi più remoti, nei primi giorni di settembre migrano a sciami
su questa vetta, dal centro dell'Europa, i maschi delle formiche alate
della varietà Mirmyca Scabrinodis per compiere il loro
volo nuziale. Una volta accoppiatesi, le formiche vanno a morire a centinaia
di migliaia nella zona del santuario. È uno spettacolo veramente
unico e da brivido: si vedono questi nuvoloni neri di formiche arrivare
dal cielo e poi morire tutte insieme.
Non è ancora chiaro dal punto di vista scientifico il perché
si verifichi tutto questo; forse proprio per questo alone di mistero,
il popolo nel corso dei secoli ha associato il culmine di questo olocausto
di formiche all'8 settembre, giorno della festa della Madonna,anche se,
in realtà, il giorno esatto può variare in base soprattutto
alle condizioni climatiche. All'evento è stata data insomma una
valenza quasi miracolosa, una specie di omaggio alla Beata Vergine e,
anche se la Chiesa ha da sempre precisato che non è così,
l'impatto che esso ha avuto sui fedeli è testimoniato da un distico
latino ("Centatim volitant formicae ad Virginis aram quo que
illam voliant vistmae tatque cadunt", ansiose volano le formiche
all'altare della Vergine, pur sapendo che ai suoi piedi moriranno) riprodotto
fedelmente sotto l'immagine santa. Ancora oggi, durante la festa nel parco
davanti alla chiesa, le formiche vengono raccolte su teli bianchi, benedette
e distribuite ai fedeli dentro a sacchetti che, secondo la credenza, dovrebbero
portare fortuna. Una signora del posto mi ha anche raccontato che sua
madre utilizzava le formiche, oltre che come amuleto, per uno scopo molto
più pratico: le dava da mangiare ai propri figli quando questi
avevano mal di pancia come infallibile rimedio. E infatti il mal di pancia
passava per davvero!!! Come però ridendo ha confessato la stessa
signora, che ha poi fatto l'infermiera, non c'era niente di miracoloso
in tutto questo anche se, da bambini, era bello pensarlo: in realtà
era tutto merito dell'acido formico. Ancora oggi, comunque, le formiche
vengono usate a scopo terapeutico per curare micrania, reumatismi e mal
di denti.
Ogni anno, oltre alle formiche, nella settimana che comprende l'8 settembre,
ci sono le celebrazioni in onore della Madonna, protrettice delle tre
vallate Idice, Zena e Savena, scandite, giorno per giorno, da un fitto
calendario liturgico che culmina, per l'appunto, l'8 settembre e che ha
uno dei suoi momenti più toccanti nell'antichissima Processione
del Bosco, che si svolge nella macchia boschiva che circonda il santuario.
Le celebrazioni hanno come contorno diversi eventi, tra cui camminate,
pesche di beneficienza, esibizioni di cantanti e di campanari e gli immancabili
stand gastronomici.
A parte questa settimana di Settembre, veramente ricca di appuntamenti,
è una meta notevole tutto l'anno. Dalla cima si gode un panorama
incredibile che, in mattine particolarmente terse, spazia dal litorale
Adriatico fino alle Prealpi veronesi. La zona è molto interessante
anche dal punto di vista geologico (le argille che si trovano ai piedi
del monte coprono strati di roccia che conservano pesci fossili del genere
"Glupea" e nel 1964 è stato ritrovato addirittura il
fossile di una balena) e naturalistico. Forse è per questo che
il monte delle Formiche è diventato una tappa privilegiata di numerosi
itinerari di trekking e di Bici che si snodano lungo le valli di Zena
e dell'Idice. Per non scordare poi i devoti che tutto l'anno vengono fin
quassù.
E anche la storia di questo luogo ha il suo fascino, essendo la pieve
di S. Maria di Zena una delle più antiche del bolognese: le prima
notizie relative a essa risalgono al 1078, anno in cui Matilde di Canossa,
l'allora proprietaria di questo territorio, la donò al Vescovo
di Pisa. La chiesa allora si chiamava Santa Maria Barbarese e bisogna
aspettare fino al 1400 perché il suo nome venga cambiato in Santa
Maria Formicarum, a testimonianza che già allora si verificava
il fenomeno delle formiche volanti. La chiesa nel corso dei secoli è
stata riedificata varie volte: quella attuale risale al 1957 ed è
stata ricostruita, su disegno dell'architetto Gaetano Marchetti, dopo
essere stata completamente distrutta durante la seconda guerra mondiale.
In tempi pre-cristiani, questa vetta, come del resto molte altre della
zona, come per esempio Monte Bibele, era ritenuta sacra a divinità
pagane.