La storia del Monte


La presenza dell'uomo in questo appennino è documentata dai reperti fossili fin dall'età paleolitica.
Di questa presenza restano tracce importanti: l'insediamento di Monte Bibele
(III sec- a. C.), conferma archeologica della fusione tra celti giunti dal nord e gli Etruschi. Oggi si possono vedere luoghi storici, dove nel medioevo esistevano castelli in parte distrutti da guerre feudali e dall'ultimo conflitto mondiale.
Il nome Pianoro, appare per la prima volta in un documento del 1009 del marchese Bonifacio di Toscana. Non è possibile stendere la storia di Pianoro come storia dell'unità comunale attualmente in essere: infatti dal XII-XIII secolo la storia della comunità va letta nel contesto della storia di Bologna. Secondo notizie leggendarie, visse in questa zona un re etrusco di nome Ocno (detto anche Bianore, lo stesso leggendario fondatore di Felsina, Parma e Mantova, di cui parla anche Virgilio).
Segni del passaggio successivo dei Romani si trovano nei toponimi ancora esistenti, per esempio Sesto. Bonifacio di Canossa, proprietario di gran parte del territorio nell' XI secolo, risiedeva nel castello di Pianoro, distrutto poi dai bolognesi nel 1377 che accusavano i pianoresi di cospirare contro Bologna. Alla fine della seconda guerra mondiale, nell'ottobre del 1944, dopo lo sfondamento della linea gotica vi furono numerosi bombardamenti e cannoneggiamenti. Dopo alcuni tentativi gli alleati angloamericani conquistarono lo sperone roccioso di Livergnano e lì si arrestarono. Il territorio comunale divenne quindi teatro di un crudo scontro fra i tedeschi e gli angloamericani nell'inverno 1944-45. I bombardamenti ed i combattimenti si intensificarono: il paese fu distrutto quasi completamente (case, chiese, ponti, ferrovia, le numerose ville patrizie situate lungo la valle del Savena). Secondo le stime del genio civile il paese era disrtutto al 98,5%. Nel 1974 furono trovati in località "il Pero" (Rastignano) 23 cadaveri attribuibili ad un eccidio effettuato dalle forze nazifasciste in ritirata, ancora da indagare pienamente.