cenni Bortignano

Le volute bianche Della strada T’accompagnano laggiù Dietro al monte Tra boschi di querce Nella solitudine Che un tempo Raccolse Le preghiere salmodianti Dei monaci E le grida imploranti della povera gente Della montagna. In fondo alla strada L’immenso Strano antico cipresso Pare il segno Dall’eternità. (Anonimo)

Borghi antichi: Bortignano (Livergnano)


Bortignano E’ l’antico 'Romitorio', convento e poi parrocchia di Santa Maria di Bortignano, detta in antico anche Bortignano, che fu fondato dai Padri Carmelitani, per averne avuto donazione dai Loiani.
Vi si giunge da Livergnano lasciando la via Toscana ed imboccando la ripida strada, che da Bortignano prende il nome, e che si diparte a sinistra verso l’alto del borgo stesso, da cui dista un paio di chilometri. Si aggira Monte Sconsola (m. 630) e, dopo il bivio di Serrasecca, si giunge in una valletta, tra boschi di castagni e di querce, che conserva gelosa l’ex convento e parrocchia come un tesoro, poi si scende la strada privata, lasciando sulla destra l’antico 'Ospedale', e ci si trova davanti ad una facciata di chiesa povera, inserita in un fabbricato che ha tutte le caratteristiche di un convento.

A lato della facciata, sulla destra, c’è un grande e strano antichissimo albero a forma di cono molto largo; questo è un bell’esemplare di cipresso (cipressus sempervirens horisontalis alto 20 m. ed una circonferenza di 3 m.).
L’antico albero è quasi intatto e credo che faccia parte dei misteri della natura.
Il Calindri alla voce 'Livergnano' scrive : "ha nel suo distretto l’Oratorio di S. Maria di Bortignano, già parrocchia e Convento dei PP. Carmelitani della Congregazione di Mantova, soppresso nel 1652, e a non molta distanza vi è un 'Ospedale' pè pellegrini". Dimentica di aggiungere che mentre scriveva (1782) i Carmelitani di S. Martino di Bologna, come riferiscono il Muzzi ed il Della Casa, vi erano ritornati.
Il Muzzi, per la penna di un suo collaboratore, il dott. S. Aureli, riporta sotto voce della Parrocchia di S. Giovanni Battista di Livergnano: < Un solo oratorio esiste in detta Parrocchia in luogo denominato Borbognano dedicato alla B.V. del Carmine che apparteneva anticamente alli PP. Di S. Martino Maggiore di Bologna, ossia Carmelitani, ai quali succedettero li Signori Rastrelli, ed in oggi è di proprietà delli Signori fratelli Vivarelli>. Risulterebbe che la proprietà passò successivamente ai sig. Crescentini, e nel 1922 ai signori Cevenini, le cui figlie passarono in matrimonio con i fratelli Remo e Attilio Valisi). Il Della Casa è più completo e scrive :
Nel territorio di Livergnano esistevano tre Chiese, che meritano un cenno ( Al tempo erano oltre a Bortignano, l’oratorio di S. Parisio, fatto demolire perché collabente, e l’oratorio di S. Pietro dell’Ospedale, distrutto dalla guerra).
Una chiesa che un tempo fu fiorente ed ha molte memorie si chiamava S. Maria di Bortignano. Era situata nel confine di Gorgognano e, fino a metà del secolo XV appartenne al suo plebanato. Nel 1451 Giovanni Loiani la donò ai PP: Carmelitani di S. Martino di Bologna, riservandone a se stesso e à suoi eredi il giuspatronato. Venuti i Carmelitani, la chiesa di S. Maria di Bortignano venne frequentata da molti fedeli, i quali pregarono i Padri di conservare il SS. Sacramento a loro vantaggio spirituale.
Nel 1599 i Carmelitani, coll’ordine di Mons. Alfonso Paleotti, arcivescovo di Bologna, assunsero la cura delle anime.
Questa chiesa, per la pietà e l’affluenza dei fedeli di Gorgognano e di Levergnano, addivenne Parrocchia.
I PP. Carmelitani continuarono la cura delle anime fino al 1652, come si rileva dai loro libri parrocchiali (archivio di S. Martino di Bologna: Libri dei matrimoni e dei morti di S. Maria di Bortignano). In tale anno essi per obbedire al decreto pontificio “Instaurandae regularis disciplinae opus” di Innocenzo X, dovettero abbandonare il Convento e la Parrocchia di S. Maria di Bortignano, che aveva pure cimitero proprio. Non passò molto tempo prima del loro ritorno graditissimo, e vi rimasero fino all’infausta soppressione napoleonica.
La partenza definitiva dei PP. Carmelitani da Bortignano segnò la decadenza e la rovina dell’antica chiesa di S. Maria “sub titulo Carmeli”, la cui venerata Immagine è festeggiata ogni anno in Parrocchia.
Il 26 giugno 1886 il proprietario di Bortignano, con lettera autografa diretta all’Arcivescovo Battaglini, promise di ristaurare decentemente la sua storica chiesa, ma alle promesse non fecero seguito i fatti>.
A causa di questa incuria, l’arcivescovo ordinò la chiusura dell’oratorio, che poi divenne un camerine adibito a deposito degli strumenti di lavoro.
Fortunatamente la struttura della chiesa non subì particolari manomissioni, se non il taglio del presbiterio per ricavarvi una scala che, da quanto si può vedere, doveva essere povera cosa. La chiusura dell’oratorio impose il trasporto delle suppellettili sacre in parrocchia, compresa l’antica e venerata Immagine della Madonna del Carmine.
Dalle date riportate dai vari autori, si evince che la Madonna fu portata a Livergnano alla fine del secolo scorso, o all’inizio di questo; si spiega così come nei più vecchi sia rimasta la memoria di una grandiosa e devota processione da Bortignano a Livergnano.
E che quel luogo sia stato particolarmente amato ed abbia creato radici di fede e di appartenenza, lo si può vedere come anche oggi, in occasione della Festa del Carmine, quando a Bortignano si fa la memoria della B.V. e vi convengano molte persone da Livergnano e da Gorgognano.
La Immagine, risalente certamente al 1600 come gran parte delle immagini della Madonna del Carmine, era di cartone romano e fu perduta durante l’ultima guerra.
In alcune note dattiloscritte(Arch. Parrocchiale di Livergnano ) da don Giovanni battista Sfondrini parroco a Livergnano durante il conflitto ed i combattimenti (1944-45) si legge che, recatosi qui, tra una cannonata e l’altra, a vedere cosa fosse successo nella sua chiesa, constatò che la Immagine della Madonna del Carmine era stesa sull’altare tutta sforacchiata : non erano buchi da schegge, ma ferite da coltello o da baionetta.
Altro avvenimento importante fu la chiusura del cimitero parrocchiale, che si presume sia avvenuta nel tempo stesso in cui definitivamente chiuso l’oratorio, traslata la statua di Maria e tolto ogni segno sacro. Unico segno rimasto è l’antica campana, datata 1736, ora ricollocata nel suo campaniletto a vela. Distrutto nel ’45 ma ricostruito nel giugno del 1990 da Giuseppe Dalmastri.
Il Della Casa ne fu testimone : < E’ in occasione dell’apertura delle tombe del cimitero di Bortignano, cui io assistii, che alcuni ignoranti e stolti quorum infinitus est numerus malignarono sul conto dei poveri frati, che vi avevano avuto dimora, perché in quelle sepolture si rinvennero cadaveri anche di donne.
La storia mette a posto le cose col dimostrare che a S. Maria di Bortignano, essendo stata parrocchiale, vi si seppellirono tutti i parrocchiani di quella curia. E siccome anche le donne sono mortali, così venivano tumulate in quel cimitero dopo la morte. (Cfr. Lib. Dei morti della parrocchia di Bortignano, presso Arch. Parr. Di s. Martino di Bologna). Gli attuali proprietari hanno intrapreso con molta umiltà ed amore a risistemare quel tesoro. E’ bastato rispettare l’esistente e far pulizia, per cui son ritornati in evidenza i vecchi muri, gli antichi travi della chiesa che, una volta puliti, hanno mostrato la loro antica patina, alcuni fregi pittorici, i luoghi devozionali dov’erano posti le Immagine della Madonna ed il Crocefisso.
Si son trovate tavelle con incise sopra figure ingenuamente tracciate di Ostensori, calici con l’Ostia, forbici, galletti, cagnolini, ed in alcune anche impressioni a calco di mani di bambini nonché alcune con su incisa la data 1529. Si può pensare che i mattoni e la calce fossero fatti e cotti <<in loco>>, come del resto usavo a quel tempo, specie nelle campagne. Sono stati portati alla luce affreschi di putti con rami di alloro e un’ultima cena che erano stati nascosti nell’800 da controsoffitti in arelle e gesso.
E’ apparsa, oltre che all’esterno, anche all’interno l’antica struttura del convento.
E’ un’azione di recupero che va riconosciuta ed elogiata poiché si tratta di un luogo storico – religioso da vedere e da meditare.

Questo meraviglioso posto è di proprietà dei titolari di :

“QUELLI CHE IL TARLO…” di Naldi Fabio
Restauro di mobili antichi
Via Bortignano, 41 – Livergnano di Pianoro (BO)
Tel: 051/778802