Livergnano


Nell' autunno del '44 il fronte vedeva i tedeschi occupare dei contrafforti estremamente interessanti per la difesa, sia a causa dei fianchi estesamente dirupati, sia per la loro naturale disposizione su di una linea che trasversalmente tagliava le valli del Reno, del Setta, del Savena, dello Zena e dell’Idice: lo schieramento tedesco vedeva in Monte Sole, Monterumici, Livergnano e Monte delle Formiche quattro formidabili ostacoli alla marcia degli Alleati. Tuttavia alle ore 8 del 10 ottobre il 338° reggimento di fanteria della 85.a divisione si mosse verso Cà del Monte e successivamente in direzione di Monte delle Formiche, che venne conquistato nel primo pomeriggio dello stesso giorno con la cattura di 53 soldati tedeschi in prossimità della chiesa posta in vetta (come potete leggere dal racconto in questa pagina); l’avanzata alleata però si bloccò ben presto contro una rigida resistenza. Intanto la 91.a divisione incontrava gravi difficoltà nel procedere in direzione di Livergnano, il cui nome veniva dagli americani comicamente storpiato in liver and onions (fegato e cipolle). Gli Alleati subirono gravissime perdite, fra cui la cattura di un intero plotone: neppure l’intervento di alcuni caccia bombardieri sbloccò la situazione. La ragione di tutto ciò si fa risalire al dispiegamento della 65.a divisione di fanteria tedesca nel mezzo dello schieramento fra la 4.a divisione paracadutisti e la 362.a. Finalmente una schiarita permise la mattina del 12 un esteso bombardamento aereo e terrestre: soltanto l’artiglieria della 91.a sparò 24.000 colpi nei giorni dal 12 al 14ottobre. Nella notte fra il 13 ed il 14 i tedeschi abbandonarono furtivamente Livergnano: contemporaneamente parte della 34.a divisione, che con un terzo delle sue forze assediava Monterumici, scivolò verso il Savena, occupando la sera del 15 ottobre nella vallata, fino alle pendici di Livergnano, le località di Anconella e Scascoli e lasciando spazio agli uomini della 1.a divisione corazzata del Cca (Combat Command A). Nel periodo dal 10 al 15 ottobre gli Alleati subirono 2.491 perdite, il che mise in allarme il loro comando in quanto per la prima volta dall’inizio della campagna d’Italia si trovarono in difficoltà, essendo a corto di truppe di riserva: tutto questo suggerì un rallentamento prima e uno stop poi alle operazioni militari di grande respiro.