Verso il P.sso della Raticosa


I tedeschi avevano a loro disposizione le difese predisposte su Monte Bastione, sovrastante la Futa, Monte Oggioli, dominante l’intera vallata di Firenzuola e Monte Canda, su cui si trovavano anche alcune batterie antiaeree. Queste tre cime, più alte di tutte quelle circostanti, davano un consistente vantaggio ai difensori, essendo oltretutto scarsamente alberate ed avendo generalmente fianchi ripidi e disagevoli. Per vincere la difesa tedesca gli Alleati decisero per un simultaneo attacco con concentramento di forze: la 34.a divisione verso Monte Bastione, la 91.a verso Monte Oggioli e la 85.a verso Monte Canda, convergendo in direzione del Passo della Raticosa. Un simile attacco non risultò sopportabile alle sempre più sguarnite truppe tedesche che ebbero come unica alternativa l’abbandono delle posizioni ed il ritiro il giorno 28 verso nuove scarne difese disposte nei paraggi di Monghidoro, ritiro effettuato con il favore del maltempo che per alcuni giorni costrinse a terra l’aviazione americana, prezioso elemento di copertura per ogni operazione terrestre alleata. Il Passo della Raticosa venne occupato dalla 91.a divisione la mattina del 29: nel corso della giornata due reggimenti si spinsero fino quasi a Ca’ del Costa; la 85.a e la 34.a conquistarono i loro obbiettivi senza incontrare resistenza, immerse in una nebbia irreale che lasciava solo qualche metro di visibilità.